martedì 9 aprile 2013

Pensieri come nuvole

E poi dopo tanto tempo ti ritrovi sdraiata in totale nullafacenza a Villa Borghese, godendo del sole primaverile che comincia a bruciare le guance.
Ma da quant'è che non mi fermavo così? Senza pensare, senza programmare, senza fare.

E' stata una sorta di tregua col mondo, e soprattutto col mio senso di insoddisfazione perenne.

Mi piace la mia vita, ma mi ritrovo a pensare "sì, ma è tutto qui?". Ho preso, mollato, fatto e disfatto e mi sento di ritrovarmi sempre a passare dal via.

Potrei aspirare a qualcosa in più? O forse ho più di quello che merito?

Guardo le vite degli altri, e sembrano tutte così più interessanti, più ricche della mia. E io mi ritrovo a vivere le stesse giornate.

Mi sarebbe piaciuto fare più di quello che ho fatto. Viaggiare di più, fare più esperienze di vita, muovermi. Invece certi momenti mi sento totalmente immobile. Certo, tante cose non le ho potute fare per vari motivi (il vil denaro che muove il mondo. Ce la possiamo cantare quanto vogliamo, ma senza i dindini, che diamine vuoi fare se non tirare a campare?). Però, non è forse nascondersi dietro un dito? Non è forse paura, tremenda paura di cambiare improvvisamente binario, non sapendo dove ci condurrà tutto questo? E quanto invece è confortevole la banale quotidianità della nostra vita?

Io sento la mia anima scissa in due. Ho un lato nomade, inquieto, solitario. Sento la necessità del cambiamento, perché la routine uccide.
Dall'altro lato, amo le mie consolanti abitudini. Mi piace stare dove sono, fare quello che faccio, senza grandi scossoni, una vita tranquilla.

Come conciliare le due anime?

Io penso di non esserci mai riuscita.

Imposto il navigatore. Seguo la rotta, facendo attenzione a non fare deviazioni. Mi godo serena il panorama. Poi, la voglia improvvisa di svoltare da un'altra parte, incurante del percorso tracciato.

E l'ho fatto.

Ho iniziato una strada, e quando questa iniziava a starmi stretta ho preso e ho svoltato. L'ho fatto varie volte, anche se poi non così tante.

Ma avevo 20 anni.

Alla mia età, come direbbe mia nonna, bisogna pensare a sistemarsi. E per me in fondo è facile, sono "sistemata" da una vita, e sono contenta, eh, sia chiaro! Io ho scelto lui e continuo a sceglierlo ogni giorno.

Ma sento il bisogno del cambiamento. Come allora. Una nuova direzione da seguire, che la strada tracciata mi stringe. Il pensiero di fare per il resto della mia vita le stesse identiche cose che faccio ora mi soffoca. Come allora. Ma quante strade possiamo avere ancora davanti a noi? Quante volte ci è concesso cambiare direzione, e ricominciare da capo? Certo, in tempi di precarietà lavorativa ed emotiva è in un certo senso facile cambiare strada e ricominciare. Ma fino a quando si può protrarre questa ansia? Quand'è che ci si "accontenta"?

Io non ho mai avuto una grande opinione di me. Diciamo che io e me stessa ci tolleriamo a malapena, insomma sorrisi di cortesia, occhi scrutatori, poca fiducia e mala sopportazione, il che mi porta a domandarmi come facciano gli altri a tollerarmi. Che poi capirai, io già so' una poco tollerante di natura verso il genere umano...

Ma in un paio di occasioni, il riflesso di me stessa dato da altri mi ha stupito. Ma letteralmente. Mi ha fatto scoprire cose di me che non pensavo di possedere.

Quando un'ex collega mi disse: "Ma tu sei una persona tenace, ottieni sempre quello che vuoi", io ho pensato, ma chi, io? Che mi arrendo non appena le cose mi pare si facciano un tantinino più complicate del previsto? Davvero da fuori appaio addirittura "tenace"?
E poi pensi che in fondo sì, è vero. Volevo lavorare, ho lavorato, volevo vivere da sola, l'ho fatto, volevo studiare e l'ho fatto, volevo questo posto di lavoro e l'ho ottenuto.

A volte penso di avere una fortuna sfacciata, piuttosto.

Una mia cara amica mi disse una volta: "Tu sei una persona coraggiosa, sempre pronta a lanciarsi in nuove sfide". E io lì, che mi ritrovo a pensare a quanto invece mi sento vigliacca, che mi sento di fare scelte di comodo, che non mi sento mai veramente in gioco.
E forse è vero che mi lancio in nuove cose, la mia ansia mi dà un coraggio che evidentemente ignoravo.

Oggi mi sentivo così. Una serie di pensieri affastellati nella mia testa.

Ma sono stata bene. E ho pensato che sto bene. Che in un modo che non saprei spiegare, mi sento felice.
Non posso cambiare tutto quello che ho. Ma posso prendere delle strade secondarie. E l'ho fatto.





Bene, con questo spero di aver concluso il periodo "pippe mentali" e rientrare nella mia consueta modalità di "cazzona" XD



5 commenti:

  1. potrei avere scritto io tutto questo.
    odio la routine....ma poi questa ti da sicurezza.
    ho sempre bisogno, a scadenza, di qualche cambiamento!
    per ora mi sono accontentata di fare 4 traslochi e di cambiare lavoro di tanto in tanto. mi sono messa in gioco, e non mi sento mai all'altezza ma mi sento dire che sono brava, che sembra faccia quel lavoro da sempre.
    le pippe mentali aiutano a non accontentarsi mai di se, a migliorare, a crescere!

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    1. Vero, anche le pippe mentali aiutano nel processo di crescita!
      Io per ora sono a quota 3 traslochi, e di cambiamenti ce ne sono stati vari. Ma il bello è che faccio e disfaccio per poi finire sempre allo stesso punto. Giro intorno!

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  2. I binari sono la cosa più triste di questo mondo. La routine uccide. Tutto vero. Come il fatto che le vite degli altri sembrano sempre migliori delle nostre, fino a che non ci si avvicina.
    Se hai bisogno di una savolta, svolta! Non devi per forza cambiare vita, anche i piccoli cambiamenti, a volte, danno grandi soddisfazioni. No?

    Bacio Traduttrice :)

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    1. Sì, è proprio quello che sto provando a fare. A volte non servono rivoluzioni, ma piccoli passi. Speriamo! :)
      Un bacio a te!

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  3. eeeh, no, non siamo mai contenti.. Però è vero, arriva un momento in cui si sta fermi ma si vorrebbe continuare a muoversi, eppure si sta bene fermi e... Beh, il non accontentarsi in fondo viene in aiuto, perché pur rimanendo fermi a una "base" si può continuiare a guardare intorno. E i cambiamenti diventano più piccoli, niente scossoni, ma cose piccole che però danno lo stesso soddisfazione e.. beh, prima di partire anche io in pippe mentali mi fermo! :)

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