giovedì 1 agosto 2013

Il soubetsukai


Grande festa alla corte di Nippolandia
c'è nel regno una bimba disoccupata in più...

No, la disoccupata in questione non sono io, almeno per il momento (ma la mia sarà la prossima testa a rotolare, potete scommetterci!), ma la cara collega A. che oggi ci ha salutato. Ovviamente, non per sua scelta, ma per scadenza contrattuale. Che certo, avrebbe dovuto diventare a tempo indeterminato, ma dalla sede centrale (Nipponia central) hanno fatto sapere che no, no tengo dinero per il contratto a tempo IND. No, certo, ma per 100000 brochure inutili, invece, soldi a palate. Mah!
Comunque, la parolaccia del titolo, significa "Party d'addio" una triste usanza giappa per salutare chi ci lascia. Loro, in Nipponia central, sono abbastanza abituati. 3 anni da una parte e poi via, nuovo ufficio nuova vita, nuovi colleghi, spostamenti su spostamenti.
Questo non è il primo soubetsukai a cui prendo parte da che sono qui, ma di solito erano i giappi e lasciarci (al suon di estigrancazzi), oggi invece è toccato alla collega italiana, determinata (nel senso di contratto) come me. Evviva, ho praticamente fatto un viaggio nel futuro, che gran cosa!

E niente, il party è stato abbastanza triste e ipocrita, in puro stile giappo, tante belle parole, inchini e ringraziamenti, "Sì, sì bella persona, grazie di tutto il lavoro svolto, la porta è da quella parte... avanti il prossimo!". Per carità, anche nel mondo del lavoro italiano (gesù, me paro un expat del cavolo!) non è molto diverso, ma la cerimoniosità giapponese in queste occasioni stride troppo. Quindi discorso del vice-direttore (in giapponese, claro, mica se sforza a di' due cose in italiano!), e alla fine del discorso IL GELO piombò in stanza. Belle cose. Lei A. ha provato a fare un discorso, ma l'emozione ha preso il sopravvento e non è riuscita a dire tutto quello che voleva, anche se, è riuscita comunque a mettergliela in quel posto dicendo che l'azienda giappa in questo caso si è comportata PEGGIO delle peggiori aziende italiane. Becca, e porta a casa.


E niente, a me aspetta un altro anno di assurdità giappe, che non so se essere grata per avere ancora uno stipendio per altri 12 mesi, o se iniziare il conto alla rovescia per la fuga da questa gabbia di matti.
Bello il mio lavoro eh, per carità, sempre grata ai capoccia giappo che mi hanno assunta, nonostante un colloquio FOLLE (di cui un giorno vi annoierò, promesso!). Però. Però mi manca un contesto un pochino più dinamico rispetto a questo diciamo ingessato (per usare un eufemismo). Mi manca poter cazzarare con i colleghi davanti alla macchinetta del caffè. Mi mancano le mie amiche con cui lavoravo al call center. Le risate tra un utOnto e l'altro e il lavoro nei giorni festivi, quando negli uffici c'eravamo solo noi, super precarie, che facevamo il cazzo che ci pareva. Mi manca non avere più alcuna prospettiva né motivazione, e diciamo che sapere che tra un anno che io lavori bene o no comunque mi manderanno via non aiuta. Mi manca la flessibilità italiana. Nel senso di mentalità. Quella stessa che poi quando sto troppo in un contesto italiano mi fa dire "mi manca la rigidità giapponese". Help. Il multiculturalismo mi ucciderà.

Da settembre ricomincerò la ricerca del lavoro. Dicono sia meglio giocare d'anticipo. C'ho una voglia di riprendere a fare colloqui di lavoro che me se porta via. Altrimenti rimane sempre il piano B. Prendere tassista e gattamatta e pianificare la fuga. Aprire un baretto ai Caraibi. Bello... Chissà se qualcuno l'ha mai fatto veramente? Immagino di sì.

E a me rimane ancora un anno. Tante cose possono succedere in un anno, chi lo sa. Soprattutto, ho un anno per prepararmi psicologicamente a NON PIANGERE, quando sarà il mio turno del soubetsukai (che poi io sarei l'addetta all'organizzazione. Bello, me faccio la festa da sola. Che soddisfazioni!). Maro', non gliela posso fa'.

Intanto un caro saluto ad A. (tra l'altro, anche lei traduttrice! ^_^ Sicuramente migliore di me!)  e le auguro di trovare veramente di meglio.


3 commenti:

  1. Io ho rischiato di perdere il mio posto prima del previsto qualche mese fa e ancora devo riprendermi. Dicembre sarà il mese del mio addio, almeno con buona probabilità, perché l'appalto è in scadenza e beato chi c'ha n'occhio per vedere cosa accadrà a gennaio. Anche io intanto a settembre ricomincierò con l'invio dei curricula. Che culo, felicità.
    Qua Italia o Giappone la sostanza non cambia, stiamo sempre con le pezze al culo. Perdona il francesismo.

    Un bacio cara

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  2. Eh già, purtroppo il "C'E' CRISIIIII!!!" è un mantra che si ripete ovunque. Mah, io voglio pensare che ci sarà qualcosa di meglio, là fuori. O almeno speriamo!!

    Insomma, da settembre può darsi che ci beccheremo a fare colloqui di lavoro!! ;)

    Un bacio a te!

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