martedì 7 gennaio 2014

Blog triste e abbandonato cerca padrona disperatamente

E' trascorso un mese. Un mese fa eravamo ancora nel 2013, e cercavo di riprendere in mano le famose redini della mia vita, concentrarmi sul bello, ignorando bellamente la mia tendenza all'iper-pensiero solitario (noto anche come PIPPE MENTALI), al ragionamento razional-depresso, all'apatia. Un mese fa immaginavo un Capodanno cenando a terra con il taxi-driver de noantri e gattamatta.

[E alla fine è andata proprio così, anche se il motivo del nostro stare a casa è legato al fatto di esserci beccati una bella influenza, e quindi si è finito a festeggiare in pigiama col brodino di pollo. Ma alla fine è stato bello stare sereni a casa, permettersi il lusso dello svacco totale, e guardarci gli Aristogatti in TV. Poi un brindisi veloce e a letto, e alla fine ho cominciato il nuovo anno alzandomi a un orario decente e in uno stato per una volta non in modalità zombie.]

Ho perso un po' il bandolo della matassa del blog, nato come luogo di cazzeggio e sfogo, è diventato un ibrido che non so meglio definire, pensavo quasi di abbandonare il tutto e trasferire le mie perle ad altri lidi, ma dopotutto questa è diventata una sorta di seconda casetta, un comodo rifugio dove sfogare ansie, frustrazioni e la mia innata dote per il cazzeggio, naturalmente. E quindi ve lo beccate così, ancora per un po'.

Non ho voglia di fare bilanci del 2013, un anno tutto sommato positivo, pieno e folle, stancante e frustrante. Ho una predilizione per gli anni dispari, ricordo cose belle nel 2011, 2009 e forse anche nel 2003, per non parlare del 1997, anno che ho sempre considerato felice, e del 1999, quando io e lui ci siamo conosciuti (oh yes, a dicembre abbiamo fatto la bellezza di 14 anni. E se penso alla persona che ero 14 anni fa e quella che sono oggi, mi prende un colpo, mi sembra di aver vissuto diverse vite, e invece è sempre quella, e pure un po' banale).

Non so cosa aspettarmi da questo 2014, secondo il calendario cinese questo è l'anno del cavallo, considerato un anno di cambiamento. Si dice infatti che cio' che e' andato bene fino ad ora subira' un rallentamento mentre cio' che e' andato male migliorera' sensibilmente. 
Ed è di questo che la mia anima ora ha bisogno: cambiamento, scosse, nuovi stimoli.
La mia anima scissa in due, da un lato l'adagiarsi passivo su certezze e rituali consolidati, ritmi sempre uguali a se stessi che mi appiattiscono, ma di cui ho bisogno. Dall'altra, la necessità di scuotermi, ricominciare da capo, pensare a nuovi progetti e nuove sfide. Ed è così che oggi mi sento, ed è questo lo spirito che voglio preservare durante il resto dell'anno.
Probabilmente non riuscirò, probabilmente da domani starò nuovamente riadagiandomi sulle pieghe di una vita che conosco, a cui sono abituata, apaticamente felice così. Forse è il momento, invece, di cambiare.

Felice 2014 a tutti quanti! 






6 commenti:

  1. Io invece prediligo gli anni pari, anche se il 2012 è stato catastrofico. Il blog è tuo ed è bello così, anche il mio è un ibrido indefinibile, un po' come la mia vita.
    Bentornata cara e buon anno :)

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  2. Anche il mio è un ibrido ...un bastardino. Ma non vedo quale sia il problema. Variare fa bene. :D Buon anno pieno di nuovi progetti!:D baci. Giulia

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