lunedì 4 novembre 2013

Un giorno di ordinaria follia a Osaka!

E' tanto che volevo parlarvi un po' del viaggio in Giappone, ma non avevo bene idea da dove cominciare, troppe cose, troppe sensazioni, troppi ricordi!
Quindi comincio dalla fine!! :) Niente diari di viaggio, ma solo tanto ordine casuale e le sensazioni che mi hanno dato le diverse città visitate. E quindi partiamo da qui, dai nostri ultimi due giorni nel Kansai, nella zona sud dell'isola di Honshu, prima della partenza per Tokyo, preludio della partenza definitiva per l'Italia!
Quindi Osaka. Osaka, città folle, brulicante, mangereccia e godereccia! :)
Il fascino "discreto" di Osaka

Che poi all'inizio neanche era prevista nel nostro itinerario, il perché è presto detto, Osaka non ha nulla a che vedere con la bellezza di città come Tokyo e Kyoto, o con il fascino senza tempo di Nara e Miyajima. Però è un ottimo punto di partenza per muoversi nel Kansai, e nel nostro caso ci serviva come appoggio per tornare a Tokyo (dal momento che non avevo alcuna voglia di trascorrere l’ultimo giorno in Giappone in treno!).
Osaka è come un parco giochi, per me è Osaka è Namba e soprattutto Dōtonbori, con i suoi colori, le sue luci, la folla di gente, l’odore di cucinato che ti avvolge per le sue strade, e il caos un po’ maleducato che difficilmente si trova a Tokyo e nel Kanto.
Amo Tokyo alla follia, Kyoto è uno spettacolo senza fine, ma come mi sono divertita a Osaka, ah…



Osaka è questo: colori, luci, follia. Gente, gente e ancora gente. Se giri per Tokyo, Kyoto è innegabile che la visita si trasforma in un tour de force: troppe cose da fare. Qui invece, complice il fatto che non c'è granché da vedere, ho potuto prendermela con calma: vivermi e godermi la città, con quel lassismo tipico degli Osakesi. Della serie, take it easy.
Ed è soprattutto la sera che Osaka dà il meglio di sé, quando la zona di Namba, a sud della città, la zona più vivace e caotica si anima di una nuova vita.
Comunque, anche qui non ho potuto esimermi dal fare la turista, e così abbiamo preso una giornata un po' uggiosa per girare la principale attrativa della città, cioè il Castello di Osaka.


Benché visivamente sia molto d’impatto, in realtà si tratta di una ricostruzione in cemento (come il 90% dei castelli in Giappone), ma in ogni caso è interessante visitare il museo allestito all'interno che ripercorre la storia che ha portato alla realizzazione dell’edificio.
La città vista dal castello
Ci siamo poi presi una mezza mattinata per fare un giro a Kobe, città portuale a una mezz’ora da Osaka. Anche se in realtà, più che visitare la città, abbiamo un po' girovagato per la zona portuale e il cosiddetto Harbour Land, cioè la zona commerciale.

Porto di Kobe e Kobe Tower

Al centro commerciale

Dalla torre
E poi ci ritroviamo al porto, dove si sta svolgendo una specie di festival estivo chiamato “KOBE Music & Gourmet Port” (in realtà c’erano quattro gatti, più noi, che co' ste facce da occidentali spiccavamo tra la "folla"!): questo vuol dire bancarelle a perdita d'occhio, dove abbiamo trovato la qualunque, spettacoli kawaii, canzoncine per bambini, gente strana che balla e canta, e poi loro: i quattro vecchi folli che ci hanno coinvolto nella preparazione dei mochi, un dolcetto di riso glutinoso piuttosto comune in Giappone ripieno di marmellata di fagioli rossi (non lasciatevi spaventare, sono dolci!). O per meglio dire, hanno coinvolto il tassista: io ero lì che me la ridevo, mangiavo a sbafo e scattavo foto!! ^^





Anpanman!


Salutiamo Kobe un po' a malincuore, e torniamo a Osaka: siamo di nuovo a Namba, dove trascorreremo la nostra ultima serata nel Kansai e per l’occasione decidiamo di trattarci alla grande: si va a mangiare il manzo di Kobe Matsusaka, altra varietà di manzo molto pregiata (sono quei bovi massaggiati con la birra, affinché le loro carni risultino tenere tenere... Diciamo bovi fortunati, se così si può dire!). La cena ci è costata un occhio della testa, ma la carne, effettivamente, era qualcosa di eccezionale! E io non sono neanche una gran carnivora!
Best beef ever!
E niente, questi ultimi giorni in Giappone sono stati all'insegna del mangiare e del cazzeggio, niente di meglio per goderci alla grande questa ultima parte di viaggio! Finita la cena ci concediamo le ultime follie tra Dōtonbori e Shinsaibashi: questa zona così viva, colorata, caotica, che sembra veramente di essere su una giostra, dalla quale non vorremmo mai scendere! Ci ritroviamo anche ad assistere ad una super sfida a Just Dance (o qualcosa del genere) davanti a una sala giochi. Ballerini bravissimi, non c'è che dire! Io mi sarei impicciata al primo passo! ^^

Non so se vi era chiaro, ma a Osaka se magna sempre e comunque!

Pesce palla


Tombino! :)

Luoghi di perdizione

Luoghi di perdizione - bis


Il  nostro ultimo giro di giostra è finito. Riprendiamo mesti la strada verso l’albergo, il nostro viaggio sta realmente finendo e io non riesco a farmene una ragione! In realtà non me ne faccio una ragione nemmeno oggi, e riguardare le foto mi mette una malinconia infinita!

I miss you, Japan! 

4 commenti:

  1. sentendo quello che scrivi penso che in giappone non mi ci troverei affatto male!

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  2. Fichissimoooooooo come sempre!!!! Ogni volta che ti leggo confermo il mio sogno adolescenziale...sarà che ho appena finito di rileggere il mio primo manga (Maison Ikkoku) e mi è tornata tutta la nippofilia (si dice?!)....invidia!!!!! :-)

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  3. Un pensierino ce lo faccio anche io va...

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  4. Dai, allora per il prossimo viaggio organizzo un bel tour di gruppo, come ce lo vedete? :D
    Comunque sono dell'idea che in Giappone è impossibile annoiarsi, e non è necessario essere amanti o profondi conoscitori della sua cultura per apprezzarlo, e soprattutto ognuno può trovare qualcosa da amare in questo paese! Peccato per i giappi!! :P

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