martedì 26 novembre 2013

Vedo grigio

Ci sono ancora, eh, continuo a sopravvivere al periodo più grigio che mi sia mai capitato negli ultimi anni. Non nero, no. Proprio grigio, grigio novembre, grigio pioggia, grigio tristezza.
Il mio stato d'animo continua a oscillare tra il depresso, l'annoiato e l'incazzato, e temo sia sindrome premestruale, oltre a depressione, noia e incazzatura. Dico temo perché da anni prendo la pillola che mi stabilizza decisamente l'umore, quindi ora che l'ho sospesa sono totalmente preda di sbalzi d'umore repentini, e non mi piace granché, ma cerco di abituarmici. Spero.

A peggiorare l'umore già grigio di suo, la scorsa settimana sono stata a un funerale di un ex collega del call center. 40 anni. Aneurisma. Ma cazzo, dico io, si può? Non eravamo amici, non lo vedevo da due anni ma ricevere quella notizia è stato un vero colpo a cuore, e il funerale un concentrato di emozioni che per me, che mi vanto di essere la donna d'acciaio, è devastante. E' stato brutto. Molto brutto. E mi sento molto triste. Non amo i funerali (chi li ama, d'altronde?), perché sei lì, solo, con i tuoi sentimenti, le tue emozioni completamente messe a nudo, che per quanto cerchi di nasconderle vengono inevitabilmente allo scoperto e tu ti senti vulnerabile, inerme, e vedi la bara, e pensi che dentro c'è una persona con la quale scherzavi fino a un paio d'anni fa, scherzavi del tuo, del vostro precariato, dei contratti farlocchi, del lavoro, degli utonti e delle chiamate impossibili. Ripensi a quanto due anni fa, nonostante tutto questo, ti divertivi, sì mi divertivo, andavo a lavoro allegra, nonostante turni di 10 ore con cuffiette in testa pagati neanche 5 euro l'ora.
Ricordo le battute tra colleghe, quelle colleghe con cui ho condiviso per due anni alti e bassi e che oggi sono tra le mie più care amiche, anche se non lavoriamo più insieme, anche se ognuna oggi ha la sua vita e il suo lavoro, anche se è così maledettamente difficile mantenere rapporti in una città in cui per vederti spesso devi fare mezzo giro di raccordo, ma ci si prova.
Ricordo le urla, i litigi e gli scazzi, ricordo i pranzi fuori al giapponese e al cinese (e a volte al Mc, per farci del bene) e le feste a lavoro a Ferragosto, a Pasqua e a Pasquetta, quando tra un bicchierino di spumante e una pizzetta, rispondevi all'ennesimo utente con le cuffiette in testa, cercando di non strozzarti (che poi, ti domandavi, ma che cazzo c'hanno da chiama questi a Pasquetta? Mah!).
Ricordo quando è nato suo figlio, tanto atteso, e ci portò una piccola bomboniera. E ricordo quando mi dissero che finalmente il suo contratto era diventato a tempo indeterminato, tanto agognato, quanto fui felice per lui. Che se lo meritava, che era la persona più preparata là dentro, l'unico che ci dava una mano, quando non sapevamo più come fare.
E non riesci a crederci che tutto possa finire in un attimo, e che il tuo mondo, quel mondo non esiste più.


Continuo a vedere grigio in questi giorni, spero che novembre finendo porti via con sé questo grigio, perché ho una gran voglia di colori.

4 commenti:

  1. Mi dispiace tanto per la tue ex collega cara... Ti abbraccio.
    Coraggio, st'inverno passerà :)

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  2. Ti scirvo che è già dicembre, e spero con tutto il cuore che il grigio si sia diradato almeno un pochino. un bacio grande

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    1. Grazie mille, diciamo che le lucine natalizie aiutano parecchio a distrarsi! :)
      Un abbraccio! :*

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