venerdì 15 marzo 2013

Una mattina da incubo

La traduttrice stamattina si è svegliata dopo aver fatto suonare la sveglia per circa 10 minuti. Ha impiegato altri 15 minuti a fissare il vuoto. Poi si è avviata coraggiosamente, con un occhio chiuso e uno mezzo chiuso verso l’agognata meta: la macchinetta del caffè.
Dopo circa 10 minuti è riuscita a fare il cappuccino, e a svegliare il tassista che inizia con le imprecazioni mattutine.
Dopo aver fatto colazione per circa 20 minuti, si è fatta coraggio: si è diretta in bagno. Poi, si è ricordata che doveva prendere i vestiti da indossare durante la giornata. Ha impiegato altri 10 minuti a cercare l’armadio, quella specie di mini cabina che utilizza come armadio in attesa che arrivi quello vero, poi ha preso le prime 3 cose capitatele a tiro.
E’ tornata in bagno, e sono iniziati i lavori di restauro, che di solito richiedono minimo altri 20 minuti.

Traduttrice è in ritardo, come al solito.

Tira giù qualche santo, poi decide che quello che si è messa le fa cordialmente schifo, e si dirige nuovamente verso l’armadio, quel coso che facciamo finta sia un armadio, con aria minacciosa, del tipo: “Tira fuori da lì dentro qualcosa di decente, o farai una bruttissima fine,  tu brutto finto armadio infame!”.

Traduttrice è sempre più in ritardo.

Prepara la busta con pranzo e libri, facendo un gran casino

Tassista continua a borbottare sotto le coperte.

Traduttrice finalmente esce.

Si dirige verso l’ascensore, poi si ferma. Realizza che ha dimenticato qualcosa: la busta appena preparata.
Traduttrice torna a casa, apre la porta facendo nuovamente rumore, GattaMatta la osserva perplessa, prende la busta e riesce.

Traduttrice prende l’ascensore, scende, esce dal palazzo. Poi si ferma. Di nuovo. Un dubbio atroce si insinua in lei. Si tocca le tasche. Porca….
Il cellulare!

Traduttrice sale di nuovo a casa, imprecando in tutte le lingue consciute e non. Apre la porta. Si dirige sparata verso il bagno. Tassista la fulmina con lo sguardo.

Traduttrice riesce ad arrivare a lavoro e a timbrare con soli due minuti due di ritardo. Miracoli metropolitani.

Comunque è ufficiale: il rincoglionimento sta avanzando. Sarà colpa del catarro che le è arrivato fino al cervello offuscandole vista e mente... O forse l'età?

Meno male che è venerdì!




6 commenti:

  1. devo dire che questo tuo sonnismo lo invidio parecchio...
    da insonne il piacere della sveglia che suona non lo conosco proprio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eh, non so se la sveglia che suona lo definirei proprio un "piacere"... :P

      Diciamo che non sono proprio un'allodola, io! ^^

      Elimina
  2. io la sveglia la faccio suonare tre volte ....indi per qui....suona mezz'ora prima!!!!!!
    poi ho tutti gli orologi avanti, ma uno diverso dall'altro così non ricordo di quanto......
    ma mi aiuta ad arrivare in orario! e funziona!
    io ero sempre in ritardo....anche a scuola eheheheheh!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eheheh, come ti capisco! Anche da me gli orologi sono tutti in avanti, il problema è che questo trucchetto con me funziona fino a un certo punto, perché mi adagio sul fatto "be', tanto quello va avanti!" XD Sono senza speranza! T_T

      Elimina
  3. Anche tu ti aggiri stile zombie odiando il mondo la mattina? Siamo in due e siamo in due anche a fare il maledetto trasloco, peccato che io l'ho fatto solo a giugno!!! T.T Sarà un mese difficile

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sorella, massima solidarietà!! ^^
      Calcola che da me la sola stanza interamente funzionante è la cucina, per il resto ho un bagno senza armadietti, una camera da letto arrangiata con divano letto e librerie che invece di libri ospitano vestiti e una camera chiusa piena di scatoloni!! XD

      Elimina