lunedì 18 febbraio 2013

Vita dal call center #1: Di quella volta della chiave di violino

Traduttrice nella sua vita lavorativa passata, ha svolto vari tipi di lavoro: segretaria, intervistatrice, ricerche di mercato, assistente. Ma anche lei è passata per il must della sua generazione: il temibile CALL CENTER. La sola parola evoca scenari apocalittici, schiere e schiere di postazioni fatte di tante piccole scrivanie divise da una parete sottile, auricolari frementi, voci che si accavallano, pronte a vendere il migliore contratto, fare la migliore proposta.

La traduttrice ebbe in realtà la fortuna di lavorare in un call center del Comune, che richiedeva essenzialmente spingere un magico tasto che la metteva in comunicazione con i suoi adorati concittadini e i loro dubbi amletici.

Come quella signora, in un caldo sabato sera di luglio, giunti ormai alla fine del turno.

Traduttrice: "Comune di Roma buongiorno, come posso aiutarla?"
Utente: "Oh sì, sì grazie signorina spero proprio che lei possa aiutarmi che non so proprio a chi rivolgermi"
T.:  "Sì, mi dica"
U.: "Quante chiavi ci sono oltre quella di violino?"
T.:  "..."
U.: "..."
T.: "Scusi, credo di non aver capito bene..."
U.: "Senta, io ho urgente bisogno di sapere quante chiavi ci sono oltre quella di violino. Parlo di musica, mi capisce?"
T.: "Mi dispiace, ma temo di non poterla aiutare (Chiave di violino? Eccheccazz'è!!)"
U.: "Ecco lo sapevo, c'è una tale ignoranza in giro! Ora a chi posso rivolgermi?"
T.: "Non saprei, signora"
U.: "Mi spiega allora voi a che servite? Che vi ho chiamato a fare?"
(E' quello che mi chiedo anche io!)
U.: "Va bene, ho capito!"
Tu-tu-tu-tu-tu

Benvenuti a Chi vuol essere milionario?


 

Nessun commento:

Posta un commento